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Marco Palombini | Digital Marketing

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Social Media Trends 2019

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Social Media Trends 2019

A fine anno si tirano le somme; ad inizio anno si tira ad indovinare… 😅

Come ogni Gennaio torna la necessità di ipotizzare, proiettare e magari anticipare quelli che saranno i social media trends 2019. Importante per chi si occupa di marketing è tracciare le linee guida su cui indirizzare le attività di comunicazione dei Brands per intercettare i clienti e i loro soldi.

I social network evolvono in qualcosa di più di semplici reti, si trasformano in veri e propri canali di comunicazione con abitudini, codici e regole non scritte che gli utenti adottano e rispettano.

Il 2018 è stato l’anno dell’affermazione massiva di Instagram, dei tentennamenti sulla sicurezza di Facebook, delle Fake News, della virata business di Whatsapp e della chiusura (finalmente) di Google+.

Gli utenti si fidano sempre meno dei contenuti che trovano su Facebook (come dargli torto?) e questo per le aziende che vogliono pubblicizzarsi rappresenta un grande scoglio. Viceversa sono sempre più propensi a seguire (follow!) i profili di altri utenti che trattano argomenti e interessi a loro affini: è indubbio, il 2018 è stato l’anno degli Influencer.

Influencer di moda, influencer di cucina, influencer sportivi, e chi più ne ha più ne metta. Le aziende si stanno attrezzando, soprattutto le grandi aziende, nel promuovere i propri prodotti con collaborazioni mirate con influencer di categoria.

Ma, strano a dirlo, questa è roba vecchia. Se vogliamo anticipare le mosse di marketers e aziende non possiamo guardare al passato, dobbiamo prevedere il futuro.

E allora, con umiltà, provo a stilare una lista di quelli che secondo me saranno i social media trends 2019 da tenere in considerazioni per sviluppare le prossime strategie di social media marketing.

1. “Metterci la faccia”

Troppa pubblicità, buttata li sulle masse, non fa altro che aumentare il fastidio che gli utenti provano nel navigare i social network dovendosi destreggiare tra contenuti promozionali di vario genere. Non è un caso che le nuovi generazioni si rifiutino anche di creare un account su Facebook: “è roba per vecchi” dicono.

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Se si vuole davvero intercettare un potenziale cliente è necessario per prima cosa sottrarsi al gioco della pubblicità incondizionata. È il momento di iniziare a pensare a dei contenuti creando un modello più “umano”. Le persone non acquistano beni e servizi, le persone acquistano emozioni e sensazioni. Se non riusciamo a produrre un effetto in questo senso il risultato sarà solo uno: buttare via soldi in pubblicità fastidiosa che presto verrà etichettata come invadente e inopportuna.

2. La qualità comanda

Gli utenti esigono qualità, a nessuno piacciono le cose brutte. Immagini di qualità, video in HD, Storie interattive. Ad oggi assistiamo alla maggior parte delle aziende che producono pochi contenuti ma li pubblicizzano in grande quantità. Risultato: messaggio sterile, non personalizzato e di minimo impatto.

Il mio consiglio è di investire sulla grafica, sui creativi, su chi sappia riconoscere la bellezza di un prodotto e renderla in un contenuto promozionale. Il vantaggio in questo caso è duplice: diventare colorati in un mondo di grigio pubblicitario e risparmiare tanti bei soldi in budget pubblicitario.

3. Video Selfie

Le Storie di Instagram hanno sdoganato l’attitudine, spesso recondita, che molti di noi hanno: essere attori protagonisti del proprio palcoscenico. Un social media trends 2019 molto in voga è quello dei video selfie. Vi assicuro che ne vedo davvero tanti in giro, su Facebook, sulle Storie di Instagram, durante le video-call aziendali…

Nonostante la maggior parte siano davvero brutti ho notato che raccolgono molte più interazioni rispetto ai post standard fatti di foto e link. Inoltre il livello di coinvolgimento rimane alto nel tempo, ciò dimostra che chi visualizza questi video selfie poi rimane curioso di vedere le storie e gli sviluppi successivi.

Sfruttare questo trend potrebbe essere un’ottima strategia di marketing, almeno fino a quando la maggior parte delle persone non inizierà a farli e allora il successo diventerà più una questione di qualità (come tutte le cose), ma finchè l’offerta rimane bassa fate il vostro gioco 😉

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4. Nicchie di mercato

Se in passato aveva senso individuare dei target ampi di pubblico, sia a livello geografico che di interessi, ora non ha più senso fare promozioni su pubblici eccessivamente ampi. Intendo dire che è praticamente inutile selezionare come target le persone in base a interessi come “moda” o “cucina” e su aree come le provincie o le regioni. A meno che non si vogliano buttare via i soldi del budget pubblicitario.

Piuttosto è interessante valutare di creare tanti micro pubblici di riferimento, delle nicchie che rispondono bene a dei contenuti specifici. Lo so, si fa prima a creare un unico grande pubblico piuttosto che individuarne tanti piccoli particolari. Ma a ben vedere, se ciò che davvero  ci interessa è il ritorno degli investimenti (ROI), forse è meglio “perdere” un pò più di tempo nella definizione del pubblico e massimizzare gli investimenti.

5. Cominciare a chiamare i Social con il loro vero nome

Credo sia arrivato il momento di smetterla di chiamare ogni piattaforma “Social” solo perchè sopra vi sono creati dei network sociali. Ogni piattaforma ha le sue regole di comunicazione, molte non scritte, che cambiano rapidamente.

Se davvero si vogliono creare delle strategie di marketing vincenti è necessario riconoscere ciascuna piattaforma per ciò che realmente è. Ad esempio Instagram è popolata per il 60% da persone di età inferiore ai 50 anni. Mentre Facebook sta perdendo praticamente tutta la fascia più giovane. Su Linkedin si comunica con modi e tempi differenti e lo stesso messaggio sugli altri social non avrebbe senso.

Consiglio di dedicare un po’ più di tempo a comprendere ciascuna di queste piattaforme, ad indagare i comportamenti degli utenti sui diversi social network e i contenuti che vi vengono caricati. Tra un po’ di tempo il “social media manager” sarà un termine troppo generico, ogni azienda avrà bisogno dell’esperto di Facebook, di Instagram, di Youtube e così via… anzi, già ne avrebbero bisogno.

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Nasco Analogico ma cresco Digital. Sono un consulente e formatore in digital marketing. Negli anni mi sono occupato di grafica, advertising, social media marketing con un focus sull'analisi e la gestione dei Brand. Attualmente collaboro con aziende e liberi professionisti, aiutandoli a crescere e ad affermare la propria immagine sul web.

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