Connect with us

Marco Palombini | Digital Marketing

Marco Palombini | Digital Marketing

Non cambiate prodotto, cambiate pubblicitario

Advertising

Non cambiate prodotto, cambiate pubblicitario

Molto spesso mi sento dire: “questo prodotto non si vende, non piace alle persone”.

E io rispondo: “ok, cosa ha che non va il prodotto di per se? Funziona male, è di bassa qualità?” Se la risposta è negativa, come nella maggioranza dei casi, continuo con la domanda: “come fate pubblicità al prodotto?”

Da questa risposta capisco il problema, che non dipende affatto dal prodotto ma dal modo in cui lo si pubblicizza.

La maggior parte dei prodotti che le nostre aziende vendono sono originali, fatti bene e di qualità. Rispetto alla massa di oggetti che arrivano dai paesi asiatici, con bassa qualità se non pericolosi, abbiamo un potenziale enorme ma poco sfruttato.

Si può obiettare che il prezzo guida la vendita e che con i mercati asiatici non si può competere. Ma andatelo a spiegare agli americani che continuano a venderci i-phone al doppio del prezzo dei competitor internazionali…

La verità è che l’acquisto di un prodotto non dipende tanto dal prodotto in se, quanto dalla pubblicità che gli si costruisce intorno.

“Il 98% dei nuovi prodotti spariscono dagli scaffali entro 5 anni dalla data del lancio”

Fonte: Nielsen, 2009

Cosa rende tanto speciale quel 2% di prodotti che conquistano la clientela?

Una solida strategia promozionale a supporto, un brand riconoscibile e di impatto che entra subito nell’immaginario dei clienti e riesce a trasmettere l’idea e i valori aziendali.

Le persone comprano idee, valori, sensazioni, emozioni…

I prodotti che decidono di acquistare devono diventare un prolungamento della loro personalità, un’affermazione del loro pensiero e del loro modo di vivere il mondo.

Troppo astratto? Forse, a primo impatto, si… Ma la storia di questo prodotto vi farà capire meglio cosa intendo.

LEGGI ANCHE  Come scegliere il tipo di inserzione su Facebook?

L’Ovetto Kinder

uovo2

Da un’intervista pubblicata su La Stampa al patron ormai defunto Ferrero scopriamo cosa ci sia dietro ad uno dei prodotti che ha accompagnato intere generazioni:

…quale è stata l’intuizione che è sembrata più pazza ma che gli ha dato più soddisfazione: « … quando pensai che l’uovo di cioccolato non poteva essere una cosa che si vendeva e si mangiava una volta all’anno, a Pasqua. Però ci voleva qualcosa di più piccolo, che si potesse comprare ogni giorno a poco prezzo, ma doveva ripetere quell’esperienza e allora ci voleva anche la sorpresa, ma in miniatura. Pensai alla mamma, che così poteva premiare il suo bambino perché aveva preso un bel voto a scuola, alla nonna che lo regalava per sentirsi dire: “Sei la più bella nonna del mondo” o alla zia che riusciva così a strappare al nipotino quel bacio e quell’abbraccio che faticavano sempre a conquistare. Ma così tanto cioccolato poteva preoccupare le mamme, allora pensai di rovesciare l’assunto tradizionale pubblicizzando che c’era “più latte e meno cacao”, quale miglior sensazione per una mamma di dare più latte al suo bambino?

Fonte: http://www.lastampa.it/2015/02/15/economia/il-segreto-del-successo-pensare-diverso-dagli-altri-e-non-tradire-mai-il-cliente-kK5UNP6Ic5ykDlNgINF5kM/pagina.html

Ed ecco che un ovetto di cioccolato, con una piccola sorpresa dentro divenne uno dei prodotti più riusciti.

Molti considerano il prodotto stesso una rivelazione sul mercato, ed in parte è così. Ma provate a pensare come sarebbe andata se Ferrero non avesse veicolato il messaggio pubblicitario che c’è “più latte e meno cacao”.

Più latte meno cacao

Fermiamoci un momento a riflettere sul significato di questa frase. “più” e “meno” ma rispetto a cosa?

La fresa non dice che “c’è più latte rispetto al cacao”. Cioè il latte non è in quota maggiore del cacao, o forse si? Chi può saperlo…

LEGGI ANCHE  5 motivi per NON fare pubblicità su internet

Effettivamente questa frase non dice nulla e lascia libera interpretazione: sono gli acquirenti che poi, in questa frase, leggono il significato che vogliono. Non è un messaggio ingannevole, anzi. Vuole semplicemente rassicurare le mamme sul fatto che stanno regalando ai propri figli un qualcosa di “buono”. E le mamme vogliono sentirsi con la coscienza a posto quando cercano di strappare un sorriso ai propri bambini.

Compriamo ciò in cui crediamo

Questo è solo uno dei tanti casi in cui la pubblicità e la comunicazione costruiscono il successo di un prodotto. Ne abbiamo esempi attorno a noi ogni giorno, sullo scaffale del supermercato, tra le vetrine di un centro commerciale, indosso alla persona seduta accanto a noi o tra le mani mentre leggiamo questo articolo dallo smartphone.

Il segreto per rendere il proprio prodotto vincente è quello di seguire il mercato, i trend, capire cosa intimamente pensano le persone e quali valori reputano fondamentali in un brand per decidere di acquistarlo e quindi sponsorizzarlo.

Esistono professionisti che si occupano di sviluppare prodotti e idee da lanciare sul mercato, ma ciò non toglie che possiate voi stessi iniziare a valutare questi fattori per capire come organizzare la comunicazione e decidere consapevolmente a chi affidarvi.

In sintesi, quando il vostro prodotto non “funziona”, questo è il mio consiglio:

Non cambiate prodotto, cambiate pubblicitario

 

...

Lascia un commento

Continua
Leggi anche...

Nasco Analogico ma cresco Digital. Sono un consulente e formatore in digital marketing. Negli anni mi sono occupato di grafica, advertising, social media marketing con un focus sull'analisi e la gestione dei Brand. Attualmente collaboro con aziende e liberi professionisti, aiutandoli a crescere e ad affermare la propria immagine sul web.

To Top