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Marco Palombini | Digital Marketing

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Il disastroso Black Hour di E-price

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Il disastroso Black Hour di E-price

Le recensioni sul web sono importanti, questo lo sappiamo tutti. Ma non apprezziamo davvero quanto siano importanti finchè non finiamo noi stessi in una spirale di recensioni negative senza fine…

Curiosa la storia di e-price che ha lanciato da pochi giorni il Black Hour: dal 6 al 23 Novembre tanti prodotti in sconto fino al 70% e, una volta al giorno, 60 prodotti al prezzo simbolico di 0,99 €

Chiara strategia di marketing per suscitare l’interesse di migliaia di persone con il “prezzo esca”, farle atterrare sulle pagine del proprio e-commerce e puntare alla vendita di un numero elevato di prodotti in sconto.

Amazon è leader in queste strategie; ne sappiamo qualcosa noi comuni mortali che ogni fine Novembre ci facciamo prendere dal Black Friday pubblicizzato in ogni dove, dalla TV ai manifesti stradali, per poi continuare ad acquistare tutto l’anno dalla piattaforma di e-commerce più famosa al mondo.

Ma Amazon è Amazon e prima di lanciare qualsiasi azione di marketing eclatante e rischiosa che sia, mette in conto ogni possibile risvolto in termini di immagine e opinione dei consumatori.

Questa lungimiranza strategica, a quanto pare, non è stata ben posta dagli esperti marketing di e-price…

Se l’obiettivo era infatti quello di ottenere milioni di visite sul proprio store in pochi giorni, allora tanto di cappello. Ma dato che il marketing mi ha insegnato che non bisogna mai dare per scontato quella che è l’esperienza di acquisto dei clienti, devo dire che su tutto il resto allora è stato un vero e proprio flop.

Basta fare un giro sulla pagina Facebook di e-price e capire a cosa mi riferisco.

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Migliaia e migliaia di commenti e recensioni negative. Clienti insoddisfatti e infastiditi che gridano alla truffa e alla poca trasparenza. Chi accusa l’e-commerce italiano di avere sistemi e server poco performanti, chi invece si spinge fino ad ipotizzare una strategia truffaldina ai danni dei consumatori.

Un danno di immagine notevole. 1,4 stelle su 5 disponibili nelle recensioni di Facebook vuol dire disastro. Un disastro che richiederà tempo e denaro per rimettere tutto in ordine.

Conta la qualità dei prodotti e dei servizi, ma conta ancor di più ciò che i clienti pensano e dicono di un’azienda e ciò che pensano e dicono molto spesso è soggettivo e dipende dall’esperienza di acquisto.

Sul web si ha l’impressione che tutto sia immediato, molto spesso ignoriamo la tecnologia che è necessaria per far avvenire comunicazioni, processi e flusso di informazioni. Server, infrastrutture e risorse umane sono sempre più stressate e richiedono investimenti ed evoluzione continua per sostenere l’incredibile mole di dati che viene mossa online.

Per questo e-price doveva considerare che offrire 60 prodotti a 0,99 € (prodotti del valore di centinaia di euro) avrebbe generato euforia e frenesia difficilmente gestibili; e cosa c’è di peggio che promettere qualcosa e non rispettarla?

Molte persone sono riuscite ad aggiungere al carrello prodotti a 0,99 €, convinti di aver fatto l’affare dell’anno, salvo poi vedersi richiedere in fase di pagamento il prezzo pieno oppure scomparire il prodotto perchè acquistato da qualcuno più fortunato e veloce.

Personalmente non credo che sia stata una truffa, ne tantomeno un’azione studiata nei minimi particolari per garantirsi visite e acquisti facili. e-price ha dimostrato negli anni di saper far bene, con prodotti di qualità a prezzi accessibili e assistenza clienti da far invidia anche ad Amazon.

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Piuttosto è stato un vero e proprio scivolone del reparto marketing che, pensando di poter fare il passo alla Amazon, ha cercato di mettere in piedi un’impresa avventata e rischiosa: 60 prodotti per un’ora a 0,99€, su un sito con milioni di visite, vuol dire non avere il polso del mercato digitale di massa e soprattutto non conoscere cosa provano i consumatori quando iniziano un processo di acquisto online.

Sarebbe stato molto più conveniente per e-price aspettare il Black Friday, spartirsi la torta con Amazon, e puntare sul servizio di customer care per migliorare l’indice di valutazione dell’azienda da parte dei clienti.

La fretta è cattiva consigliera, gli affari non si fanno senza tener conto della controparte e soprattutto il commercio digitale vive di dinamiche ed esperienze totalmente diverse dal commercio tradizionale e questo Amazon e Alibaba lo sanno bene.

 

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Nasco Analogico ma cresco Digital. Sono un consulente e formatore in digital marketing. Negli anni mi sono occupato di grafica, advertising, social media marketing con un focus sull'analisi e la gestione dei Brand. Attualmente collaboro con aziende e liberi professionisti, aiutandoli a crescere e ad affermare la propria immagine sul web.

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